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© flickr by oleofici

Il Parco delle Madonie

04.07.2007

di TurismoeStampa

, 13:36 Età: 3 yrs
Tags: Natura, Sicilia

Il territorio del Parco delle Madonie comprende 15000 ettari di boschi dove sono presenti le più grandi varietà del Mediterraneo e pochissimi esemplari di piante uniche al mondo.

Il Parco è compreso tra la Valle del fiume Pollina ad est, la Valle dell'Imera settentrionale ad ovest, un lungo tratto della fascia costiera tirrenica tra Campofelice di Roccella e Pollina, a nord e le conche che scendono verso l'altopiano solfifero del Nisseno, a sud.

Non a caso alcuni definiscono l’area madonita come un vero e proprio orto botanico al centro del Mediterraneo, un parco da cui si può vedere il mare immersi in una natura meravigliosa.

In questo parco si possono ammirare esemplari unici come l’Abete dei Nebrodi (antica denominazione delle Madonie) ed altra vegetazione tipica del centro Europa: lecci, sugheri, roverelle, agrifogli, roveri, faggi. Qui vi si trovano le più antiche rocce di Sicilia formatesi durante il Triassico così come testimoniano i numerosi fossili rinvenuti nelle zone calcaree della catena montuosa. Rocce calcaree, gole carbonatiche, doline carsiche e vette vertiginose disegnano il profilo inconfondibile del Parco delle Madonie.

Data la peculiarità del territorio nel 1989 è stato istituito Parco Naturale Regionale delle Madonie, che racchiude dentro i suoi 40 ettari circa, ben 15 comuni. Centri agricoli di notevole importanza e non solo perché una delle peculiarità del paesaggio è la varietà e l’armoniosa coesistenza tra luoghi di montagna e luoghi di mare, basti pensare alla splendida cittadina di Cefalù.

Non mancano all’interno del parco, testimonianze di una presenza millenaria dell’uomo, che in alcuni casi si tramanda in attività attuali. Anche il sottosuolo è un mondo affascinante (le cosiddette Vie dell’Acqua) in quanto a causa del fenomeno carsico si sono formate delle grotte e delle cavità dove l’acqua continua il suo corso interrotto in superficie.

Numerosi sono i tesori architettonici presenti nei centri abitati, nelle campagne e nei boschi come i grandiosi e solitari ruderi del Castello dei Ventimiglia a Geraci Siculo, ed il poderoso Castello sempre dei Principi di Ventimiglia a Castelbuono. Segni dell’umana presenza sono confermati dai rinvenimenti nella grotta del Vecchiuzzo vicino a Petralia Sottana, in alcune grotte e abissi nei pressi di Isnello e Gratteri e dai reperti pre-ellenici della Rocca, il promontorio che domina Cefalù e la sua bella Cattedrale normanna.

Il territorio è segnato da numerosi edifici religiosi, monasteri, eremi e chiese rupestri, spesso suggestivamente isolate in alto sulle montagne come il l’ex convento dei Benedettini meglio noto come “Gangi Vecchio” a Gangi (vi trovano numerose chiese all’interno delle quali è possibile ammirare diverse opere dello “Zoppo di Gangi”).

Le colline del versante settentrionale della Madonie presentano ancora oggi estese macchie di frassini di manna, produzione tipica utilizzata nella pasticceria locale www.parcodellemadonie.it

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