I castelli: Il Medioevo sulla roccia
Il tardo Medioevo è l'epoca che ha lasciato in Valle d'Aosta le tracce più affascinanti e spettacolari. I castelli sono il simbolo storico più famoso della regione: percorrendo la Valle si scopre un Medioevo ricco di testimonianze suggestive, dalle semplici casseforti agli imponenti manieri signorili.
L'aspetto attuale della maggior parte dei castelli valdostani è il frutto di frequenti, moderne ricostruzioni che hanno sovrapposto epoche e stili. Spesso il criterio di questi interventi di recupero è stato filologico e corretto, come nei lavori di Avondo e D'Andrade a Issogne e Fènis; altre volte mirava semplicemente all'effetto spettacolare e scenografico: così è successo al castello di Saint-Pierre che il revivial neogotico ottocentesco ha portato a somigliare più a un castello delle fate che ad una fortezza valdostana; simile destino è toccato a quello di Introd, ricostruito all'inizio del 900 arrotondandone il perimetro esterno, cosicché oggi presenta una curiosa pianta circolare da cui emerge l'antica torre quadrata.
Furono i viaggiatori britannici del secolo scorso a scoprire e divulgare il fascino dei castelli medievali valdostani: per gli animi romantici dell'epoca, i manieri diroccati immersi nel paesaggio aspro e montuoso della Valle erano le visioni più pittoresche e alla moda. Oggi le vedute sono migliorate perchè molti castelli sono stati salvati dalla rovina e sono adesso aperti al pubblico.
Dalla vedetta militare alla vita di corte
I castelli valdostani servivano soprattutto a controllare la valle centrale, fondamentale via di passaggio. Arroccati su speroni rocciosi e collegati visivamente tra di loro, costituivano un efficace sistema di osservazione e segnalazione esteso in tutta la Valle. Erano luoghi di difesa militare, e delle scorte alimentari in caso di invasioni; qui il castellano raccoglieva i tributi e amministrava la giustizia.
Gli esempi più puri di fortificazione del XIII secolo sono i castelli di Châtel-Argent a Villeneuve, Montmayeur nella Valgrisenche, Arvier, Châtelard a La Salle, tutti con la caratteristica torre centrale („donjon“) cilindrica.
Nella metà del 300 nascono – o vengono ristrutturati - i grandi manieri che ancora oggi dominano la Valle: Fénis, Ussel, Verrès. Sono i capolavori dell'architettura militare valdostana: l'imponente monoblocco di Ussel su uno sperone di fronte a Châtillon, e quello di Verrès all'imbocco della Val d'Ayas. Comune a entrambi i poderosi castelli è la cura estetica e decorativa nell'abbellimento delle bifore e degli archetti esterni, a ingentilirne l'aspetto cupamente marziale.
Nei castelli più antichi, intanto, crescevano nuovi fabbricati residenziali e di servizio per una nobiltà più ricca e potente: la sovrapposizione di epoche e di costruzioni è ben visibile nel castello Quart (un vero e proprio complesso monumentale) e in quello di Sarroid de la Tour a Saint-Pierre, interessante per gli affreschi della cappella e le sculture del soffitto della sala d'onore. Dal 400 il potere dei Savoia mise fine alle numerose guerre locali. Questo spinse i signori a trasferirsi dalle rocche pressochè inaccessibili a più confortevoli palazzi nel fondovalle, autentiche dimore signorili: il castello di Issogne ne è l'esempio più sontuoso.









